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mercoledì 14 luglio 2010

Il Segreto dei Suoi Occhi

El segreto de sus ojos (Juan Jose Campanella, Argentina/Spagna,2009)

Nel piattume della programmazione estiva ecco un bel film.

Un impiegato di un ufficio giudiziaro in pensione decide di scrivere un libro su un caso di stupro ed omicidio, archiviato venticinque anni prima, ma che lui non riesce a dimenticare. Nello scrivere il libro riaffiorano i ricordi del colpevole impunito e di un amore mai confessato...ma non vi racconto altro perchè l'intreccio è complicato e rischierei lo spoiler.

Comunque è davvero un buon film. Non è esente da pecche (per dirne una forse è un po' lungo) ma ci sono sequenze memorabili. Alcune addirittura strepitose (come il piano-sequenza dello stadio). Per certi versi mi ha anche ricordato anche pellicole "esotiche" come quelle della Trilogia della Vendetta di Park Chan-wook, anche se questo è un film tipicamente occidentale.

A vederlo, al Sivori, ci saranno state cinque-sei persone al massimo. Sala vuota in attesa dei cinecocomeri. Un vero peccato perchè è un film che merita.

venerdì 4 aprile 2008

Ogro

Ogro (Gillo Pontecorvo,1979)

Giusto per non scrivere sempre di film che mi hanno entusiasmato, questa volta è il turno di uno
dei film meno noti e, secondo me, meno riusciti di Gillo Pontecorvo.
L'argomento del film è l'attentato all'ammiraglio Luis Carrero Blanco, successore designato di Franco, ucciso a Madrid nel 1973 da un commando di Euskadi Ta Askatasuna. La vicenda è raccontata dal punto di vista degli attentatori.
E' un film che ha avuto una gestazione lunga e travagliata: realizzare un film del genere negli anni 70 e pubblicarlo in un'Italia che aveva appena vissuto il caso Moro presentava una serie di difficoltà e di questioni interpretative.
Il risultato è una pellicola un po' discontinua che ha dei momenti di discreta tensione narrativa ma anche superflui discorsi riconciliativi,del resto necessari per essere sicuri che nessuno potesse interpretare il film come un'apologia della lotta armata.
Ottima interpretazione di Gian Maria Volontè, nei panni del coordinatore del gruppo, e quasi ipnotica la dimessa bellezza di Angela Molina che in più di una inquadratura mi ha ricordato la foto di Jasmine Trinca sulla locandina a "La Meglio Gioventù", immagine che starei a guardare per ore.
Nel complesso non è un brutto film, ma non è niente di eccezionale. L'ho trovato comunque interessante perchè parla di un episodio storico che non conoscevo. Il bello dell'essere ignoranti è che ci sono un sacco di cose da scoprire.