lunedì 1 novembre 2010

Essi Vivono!

Essi Vivono! (They Live, John Carpenter,USA,1988)
John Carpenter è un mito - su questo non ammetto discussioni. Certo, non si può dire che i suoi film siano fra i migliori mai fatti, ma sono divertenti e, presi con la giusta ironia, dei piccoli capolavori di genere. Grosso Guaio a Chinatown. il remake de "La Cosa" (forse il più "serio" dei suoi film), Fuga da New York, Halloween, The Fog... film tamarri e fatti bene.
Essi Vivono è uno dei film meno famosi e meno visti, almeno in Italia, ma è anche uno dei suoi film più strani, buffi e, in un certo senso, "impegnati" (per quanto impegnato possa essere un film di Carpenter).
La storia è quella di un manovale disoccupato, John "Nada" interpretato da Roddy Piper (sì proprio "Rowdy" Roddy Piper il wrestler!!!) che si aggira alla ricerca di lavoro per la periferia di una grande città americana. Ben presto scopre che, fra i derelitti al margine della società, si sta organizzando un movimento di resistenza contro la borghesia, in realtà costituita da orribili e scheletrici alieni. Gli alieni ci controllano con TV, beni di consumo, pubblicità e tutti i miti della società consumistica, mantenendoci in uno stato di apparente benessere...ma essi vivono, e noi dormiamo. Fortunatamente, indossando degli speciali occhiali da sole, è possibile individuare questi alieni e, forse, distuggerli.
Ho già detto che è un film tamarro? Credo di sì. Gli effetti speciali sono al livello della serie originale dei Visitors, le battute sono "over the top" e in generale tutto urla pop-corn e minchioneria.Quindi è un film assolutamente da vedere se vi piace il genere - se non altro per alcune scene davvero esilaranti e famose come quella della banca ("I have come here to chew bubble gum and kick ass. And I'm all out of bubble gum" - battuta resa celebre nel mondo dei videogame da Duke Nukem).

sabato 16 ottobre 2010

L'Uomo Che Verrà

L'Uomo che Verrà (Giorgio Diritti, Italia, 2009)
Stasera, parlando con gli amici, ci si domandava quali fossero stati i migliori film della passata stagione. L'Uomo Che Verrà è stato uno dei primi titoli a venirci in mente.
Il film è ambientato in un casolare dell'Appennino Tosco-Emiliano, nell'inverno tra il 1943 e il 44.
La dura quotidianità della vita contadina si intreccia con le vicende belliche, che culminano nei rastrellamenti della strage di Marzabotto. Il tutto visto dagli occhi di una bambina che ha smesso di parlare dalla morte di un suo fratellino e che dovrà prendersi cura dell'ultimo nato del casolare.
Questo film mi è piaciuto davvero molto. Una delle migliori produzioni italiane degli ultimi anni - anzi, probabilmente la migliore.

mercoledì 15 settembre 2010

Lasciami Entrare

Låt den rätte komma in / Let the right come in (John Ajvide Lindqvist, Norvegia, 2008)

Strano film, questo. Se ne è parlato molto, perchè, nonostante la scarsa diffusione, è diventato un piccolo fenomeno di culto anche in paesi anglofoni (e nonostante il fatto che il doppiaggio in inglese sia pessimo). Hollywood ne sta realizzando un proprio remake, la cui campagna di marketing è iniziata in questi giorni.

Ambientato in una diafana periferia di una città scandinava, la storia è quella dell'amicizia fra Oscar, un dodicenne solitario, debole e vessato dai bulli, ed Ellie, una strana ragazzina appena arrivata nel quartiere - che si rivelerà essere un vampiro.

Le premesse per una melensa storiella affettivo-gotico-disneyana ci sarebbero tutte, ma fortunatamente il film ha tutt'altro stampo. L'ambiguità morale dei ragazzini è resa in maniera eccezionale ed è probabilmente uno maggiori meriti del film, insieme ad alcune scene veramente ben riuscite (come quella della piscina).

Non parlerei di capolavoro, come altri hanno fatto, ma è un film più che discreto e, come film di vampiri, è ben distante dai canoni delle produzioni Hollywoodiane recenti. Il che vorrebbe essere un complimento.
Sono pronto a scommettere che il remake made in USA non sarà altrettanto bello.

mercoledì 14 luglio 2010

Il Segreto dei Suoi Occhi

El segreto de sus ojos (Juan Jose Campanella, Argentina/Spagna,2009)

Nel piattume della programmazione estiva ecco un bel film.

Un impiegato di un ufficio giudiziaro in pensione decide di scrivere un libro su un caso di stupro ed omicidio, archiviato venticinque anni prima, ma che lui non riesce a dimenticare. Nello scrivere il libro riaffiorano i ricordi del colpevole impunito e di un amore mai confessato...ma non vi racconto altro perchè l'intreccio è complicato e rischierei lo spoiler.

Comunque è davvero un buon film. Non è esente da pecche (per dirne una forse è un po' lungo) ma ci sono sequenze memorabili. Alcune addirittura strepitose (come il piano-sequenza dello stadio). Per certi versi mi ha anche ricordato anche pellicole "esotiche" come quelle della Trilogia della Vendetta di Park Chan-wook, anche se questo è un film tipicamente occidentale.

A vederlo, al Sivori, ci saranno state cinque-sei persone al massimo. Sala vuota in attesa dei cinecocomeri. Un vero peccato perchè è un film che merita.

venerdì 1 gennaio 2010

La Sposa in Nero

La mariée était en noir (F.Truffaut,1968)

Truffaut non mi ha mai entusiasmato. Lo so, lo so, un buon cinefilo dovrebbe adorare Truffaut e la Nouvelle Vague. Non so che dire: forse non riesco a contestualizzarlo, o ad apprezzarne appieno le capacità tecniche. Sta di fatto che tutti i film che ho visto mi sono piaciuti (con l'eccezione di Jules e Jim) ma nessuno mi ha dato quel senso di appagamento che, per me, contraddistingue i capolavori assoluti.
La trama del "La Sposa in Nero" è semplice. Dopo un tentativo di suicidio una donna parte per un viaggio misterioso. Si scopre presto che lo scopo del viaggio è quello di uccidere, uno per uno, i responsabili della morte del marito - avvenuta proprio il giorno delle nozze.
Il film gode di una certa popolarità per due motivi. Quello più serio è che questo film nacque come "omaggio" del regista francese ad Alfred Hitchcock all'indomani della celebre intervista. Il motivo più faceto è che questa pellicola è spesso citata come "il film a cui Tarantino si è ispirato per Kill Bill" - il che mi sembra vero solo in minima parte e solo a grandi linee.
Comunque è un buon film. Vale la pena vederlo - se non altro per numerose sequenze che presentano un montaggio magistrale e che troverete citate come esempi in molti manuali di tecnica cinematografica.

mercoledì 2 dicembre 2009

Bubba Ho-Tep

(Don Coscarelli, 2002)

Elvis Presley è vivo, ed è un anziano ospite di una casa di riposo la cui maggiore ossessione è l'impossibilità di avere un'erezione. O forse Elvis è morto e il protagonista è solo un mitomane. Il che non sarebbe strano, considerato che tra gli altri ospiti della casa ci sono il Cavaliere Solitario e nientemeno che il Presidente Kennedy (che però è nero...ma a suo dire è stato "colorato" dai servizi segreti per nascodere il fatto che è vivo e vegeto).
Fatto sta che The King e JFK si troveranno ad affrontare nientemeno che una mummia egizia succhia-anime che, nottetempo, si aggira, con stivaloni e cappello a tesa larga, nei corridoi dell'istituto per anziani per cibarsi del poco di vita che rimane agli ospiti.
Un B-movie ben fatto, con personaggi originali, un grandissimo Bruce Campbell (L'Armata delle Tenebre) nella parte di Elvis e dialoghi che trasudano stile. Del resto, il film è tratto da un racconto di Joe R. Landsale che è uno dei più divertenti e talentuosi scrittori di genere di sempre (oltre che uno dei miei preferiti in assoluto).
Come ha detto bene un mio amico Bubba Ho-Tep è "una cagata...ma fatta bene".

mercoledì 28 ottobre 2009

Lebanon

Lebanon (Samule Maoz,2009)

Film decisamente strano, questo Lebanon. E' il 1982 e l'esercito israeliano sta entrando nel territorio libanese.Il film è interamente ambientato all'interno di un carrarmato israeliano che ha il compito di accompagnare un plotone di paracadutisti nell'esplorazione di una cittadina ostile.

Il film non mi ha convinto. L'impostazione è volutamente minimalista e sperimentale e il risultato è oppressivo e claustrofobico, ma assolutamente non realistico, anzi direi quasi teatrale. Non siamo ai livelli di Dogville, ovviamente, ma si ha tutto tranne che l'impressione di essere all'interno di un carroarmato vero - il che apre la porta ad una serie di interpretazioni metaforiche, alcune delle quali scontatamente banali.

Non è un film brutto...ma siamo ben distanti dalla qualità che mi aspetterei da un Leone d'Oro - che in questo caso sembra quasi un premio alle intenzioni e all'antimilitarsmo, piuttosto che alla reale qualità del film. Sullo stesso tema Waltzer con Bashir mi era piaciuto di più.